Archivi categoria: Psicoterapia transpersonale

CORSO DI MEDITAZIONE

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Photo by Jimmy Chang on Unsplash
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5 incontri di gruppo per apprendere questa antica tecnica

di consapevolezza e presenza mentale

che consente di uscire dal circolo vizioso dell’ansia

e allontanare lo stress quotidiano.

Ogni incontro sarà dedicato ad una tecnica, per trovare, sperimentando,

il metodo più adatto alla propria personalità.

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Da giovedì 27 Settembre 2018, dalle 19:00 alle 20:00

in C.so Torino 7/5 scala sinistra a Genova.

Il corso è strutturato in 5 incontri a cadenza settimanale, al costo di 50 euro.

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ISCRIZIONI APERTE

Per informazioni e prenotazioni:

tramite cellulare al 3288274563

tramite mail a info@martinalanducci.it

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RESPIRA LA VITA -Seminario di Rebirthing Transpersonale

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Un metodo di crescita personale basato sul respiro che promuove sblocchi emotivi ed energetici profondi per superare stati di ansia e attacchi di panico.

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Mente e Corpo in movimento…

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Mente e Corpo in movimento…

In questi giorni diverse persone mi hanno chiesto come sia possibile cambiare le proprie abitudini mentali, il proprio modo di rispondere a determinati eventi. La comprensione razionale ha un ruolo importante nel processo, ma secondo me il percorso non può fermarsi a questo livello: bisogna sperimentare anche con il corpo quali sono le strutture cronicizzate che ci portano a comportarci nello stesso modo, nonostante, a volte, una grande forza di volontà di cambiare.

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Viviamo in una società e in un’epoca in cui la mente razionale occupa troppo spazio, a detrimento di corpo, emozioni e sensazioni. E’ il momento di scendere e di riappropriarci di ciò che è nostro! Lo scopo degli esercizi di Biotransenergetica è proprio far “scendere” l’attenzione dalla testa al corpo: troppo spesso viviamo nella mente, inconsapevoli del corpo, delle sue sensazioni, come scissi. Mediante movimenti che coinvolgono tutti i livelli del nostro essere possiamo ristabilire la circolazione energetico-emotiva che è rimasta bloccata dai conflitti non risolti della nostra storia, più o meno recente, che sono memorizzati dal nostro corpo sotto forma di tensioni e irrigidimenti muscolari.

Entrando in contatto con quelle rigidità che abitualmente evitiamo è possibile riportare in equilibrio le nostre risposte di adattamento a situazioni di forte stress, traumi o importanti cambiamenti.

Quali sono quei bisogni che non ho ascoltato e che, ancorati sia nel corpo che nella mente, contribuiscono a mantenere un atteggiamento mentale e fisico rigido?

L’atto di consapevolezza è il primo passo per la trasformazione: un processo che inizia liberando le energie bloccate che si manifestano sotto forma di ansie, paure, e depressione per avvicinarsi sempre di più al nostro Centro, alla nostra Vitalità, fluido vibrare di energia che sale dalle nostre radici profonde, dalla Terra.

Questa metodologia di lavoro coinvolge il corpo come fonte di importanti informazioni riguardanti la nostra storia psico-emotiva, con l’intento di ritrovare una maggiore consapevolezza del nostro organismo, inteso come insieme psico-fisico e spirituale.

Quale paura antica si nasconde dietro al malessere e all’angoscia attuale? In che modo un passato non risolto continua a influenzare in modo inconscio il nostro presente? Esistono eventi che ci risulta difficile comprendere, soprattutto a livello razionale, e poterne fare esperienza ad un livello più ampio, corporeo, energetico ed emotivo, ci consente di integrarli smettendo di rimanervi legati.

Negli anni ’30 Reich scopre che un conflitto infantile, non risolto, si organizza nel corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche che, impoverendo la vita emozionale, bloccano la spontaneità dell’essere. Negli anni ’50 Lowen fa evolvere la teoria e la pratica reichiana: il passato è strutturato nel corpo, un passato che si può leggere nel presente. Approfondisce ulteriormente il lavoro corporeo, intergrandolo con il lavoro analitico ed emozionale. Negli anni ’80 Lattuada integra la dimensione spirituale dell’umano: il corpo come mezzo per sperimentare livelli di coscienza più elevati, stati meditativi che diventano terapeutici al di là dell’intervento della mente razionale. L’utilizzo di archetipi come forze curative ed espressive che consentono di sperimentare in modo alternativo le emozioni e integrarle in una visione più ampia, una visione transpersonale. Allargare quindi i confini del nostro Io per ritrovare aspetti di noi che abbiamo nascosto per bisogno di sopravvivenza: disidentificarci da limiti imposti e trovare una più ampia dimensione del Sè organismico.

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Tramite una serie di esercizi psico-corporei, la persona può prendere contatto con lo stato attuale del proprio essere, fatto di sensazioni, emozioni e conflitti interiori nel qui ed ora e osservare come gli eventi importanti del quotidiano trovano la loro sorgente nella storia passata di ognuno.

Come si mette in scena questo conflitto? Nel mio presente quotidiano e nel qui ed ora del movimento? Un costante andare e venire tra sensazioni fisiche, emozioni e pensieri che mettono in luce la rete di connessioni tra un’emozione non assimilata e quindi cristallizzata, il corpo, la mente e l’anima.

Il rilascio di tensioni corporee avviene attraverso esercizi mirati e una importante fase finale di rilassamento. Per ammorbidire una tensione con la quale sono entrato in contatto utilizzo il movimento e il respiro: rilassando dei gruppi di muscoli, mantenendo posizioni strutturate e enfatizzando l’espressione sonora delle emozioni.

Rendersi conto di questo incessante fluire di sensazioni, emozioni e pensieri facilita la consapevolezza della Presenza nel qui ed ora: Io sono. 

Qualunque cosa succeda a livello del corpo, delle emozioni e della mente viene visto, compreso e accettato per poi poter essere lasciato andare. La possibilità di ri-sperimentare determinate situazioni su tutti i livelli, con una maggiore chiarezza e lucidità creata dalla pratica, consente di mettere in scena e ri-vivere situazioni: l’accettazione del passato senza restarne bloccati ci mostra come possiamo rispondere in modo più funzionale e adattivo alle situazioni.

Il sorriso come pratica

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Il sorriso come pratica

Tratto da: Thich Nhat Hanh “Libero ovunque tu sia”, discorso tenuto al Penitenziario di Stato del Maryland, U.S.A. a cura dell’Associazione Essere Pace

 

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Nell’esercizio “inspirando, sorrido” potreste chiedervi: perché dovrei sorridere se in me non c’è gioia? La risposta a questa domanda è: sorridere è una pratica.

Il vostro viso ha più di trecento muscoli: se siete arrabbiati o impauriti si tendono, e la loro tensione genera una sensazione di durezza. Se invece sapete come inspirare e fare un sorriso, la tensione scomparirà: è quello che io definisco “yoga della bocca”.

Fate del sorridere un esercizio: basta inspirare e sorridere per far scomparire la tensione e farvi sentire molto meglio.

Ci sono momenti in cui la gioia genera un sorriso; ci sono anche dei momenti in cui un sorriso dà rilassamento, calma e gioia. Io non aspetto di provare gioia per sorridere; la gioia verrà dopo. A volte, quando sono solo nella mia stanza, al buio, pratico il sorridere a me stesso. Lo faccio per essere gentile con me, per prendermi cura di me, per amarmi. So che se non so prendermi cura di me, se non mi so amare, non so prendermi cura di nessun altro.

Essere compassionevoli nei confronti di se stessi è una pratica molto importante. Quando sei stanco, arrabbiato o disperato, dovresti sapere come tornare a te stesso e prenderti cura della tua stanchezza, della tua rabbia e della tua disperazione. È per questo che pratichiamo il sorridere, il camminare, il respirare, il mangiare in consapevolezza.

La Meditazione Vipassana di S. N. Goenka

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Potreste non conoscere il nome di S.N. Goenka, ma se avete mai contato i vostri respiri per rilassarvi o se avete mai provato a mangiare, camminare, o parlare “consapevolmente”, avete già sentito la sua influenza. Egli potrebbe anche aver cambiato la vostra vita.

goenkaSatya Narayan Goenka non si è mai proposto come un guru della meditazione. Era un uomo d’affari indiano a cui è accaduto di incrociare gli insegnamenti del un maestro birmano Sayagyi U Ba Khin che aveva adattato le pratiche della meditazione buddista per insegnarle a laici, come me e (probabilmente) te. Ciò potrebbe non sembrare così radicale oggi, ma cento anni fa, lo era assolutamente visto che queste tecniche erano riservate alla tradizione monastica.
Dopo aver ricevuto l’insegnamento dal suo maestro per 14 anni, S.N. Goenka ritornò in India e qui, nel 1969, cominciò ad insegnare la meditazione Vipassanā, una pratica meditativa legata alla tradizione buddista Theravada, è anche detta “meditazione di visione profonda”.In un paese ancora diviso da differenze di casta e di religione, i corsi offerti da S.N. Goenka attirarono persone provenienti da ogni strato sociale. Inoltre anche moltissimi stranieri, provenienti da paesi di tutto il mondo, vennero per partecipare ai corsi di Vipassanā.

La nozione che la meditazione può essere praticata in modo non religioso e non settaria deve molto a Goenka.
La tecnica che egli insegna rappresenta una tradizione che risale fino a Gotama il Buddha. Il Buddha non insegnò mai una religione settaria; egli insegnò il Dharma – la Via di Liberazione – che è universale.
Allo stesso modo, l’approccio di S.N. Goenka è totalmente non settario. Per questo motivo, il suo insegnamento esercita un profondo richiamo su persone provenienti da ogni ambiente, di qualsiasi religione o anche non religiose, di ogni parte del mondo.

Fondamentalmente razionalista e pragmatico, Goenka ha sottolineato che la meditazione non è spiritualità nè religione, ma più una tecnica – un set di strumenti per l’aggiornamento e l’ottimizzazione della mente. Questi sono i miei termini, non i suoi (…), ma la sostanza è la stessa: non dovete credere a nulla, né indossare abiti speciali, o cantate parole speciali, al fine di calmare la mente, migliorare la memoria, e raggiungere i vari altri benefici della meditazione. La meditazione Vipassanā si adatta quindi anche a quelle persone che non sono interessate all’illuminazione o al risveglio, ma che vogliono acquisire consapevolezza (mindfullness n.d.r.) nella vita quotidiana: in pratica, prestando attenzione all’esperienza nel momento presente  in un particolare e mirato modo, sia nella meditazione formale che in altre attività.

Per capire cos’è la Vipassana potete sentire direttamente questo discorso di S. N. Goenka :

Di seguito una breve spiegazione, basata su di un discorso tenuto pubblicamente da S.N. Goenka a Berna, Svizzera, nel 1980.

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L’apprendimento, durante un corso di meditazione Vipassana, si svolge in tre passi.

In primo luogo ci si deve astenere da ogni azione fisica e verbale che disturbi la pace e l’armonia degli altri. Non si può lavorare per liberarsi dalle impurità della mente e, nel contempo, continuare a compiere atti, con il corpo e con la parola, che le moltiplichino. Quindi, un codice di moralità è il primo passo essenziale della pratica. Ci si impegna a non uccidere, a non rubare, a non avere un comportamento sessuale scorretto, a non mentire e a non usare intossicanti. Astenendosi da queste azioni, si permette alla mente di acquietarsi quanto basta per procedere ulteriormente.

Il passo successivo è quello di sviluppare la padronanza su questa nostra mente selvaggia, esercitandola a rimanere fissa su di un solo oggetto: il respiro. Si cerca di mantenere la propria attenzione sulla respirazione il più a lungo possibile. Non si tratta di un esercizio di respirazione; non si deve controllare il respiro. Si osserva la respirazione naturale così come è, mentre entra e mentre esce. In questo modo si acquieta ulteriormente la mente, così che non venga più sopraffatta da intense negatività. Nel contempo si sta concentrando la mente, la si rende acuta e penetrante, capace di lavorare più in profondità.
Questi due primi passi, condurre una vita morale e controllare la mente, sono necessari e benefici di per se stessi, ma conducono alla soppressione delle negatività se non viene compiuto il terzo passo: purificare la mente dalle impurità, mediante lo sviluppo di una percezione diretta della propria natura. Questo è Vipassana: sperimentare la propria realtà tramite l’osservazione sistematica e spassionata dentro di noi del fenomeno mente-materia, che è in continuo mutamento e che si manifesta come sensazioni. Questo è l’apice dell’insegnamento del Buddha: auto-purificazione mediante auto-osservazione.
È qualcosa che può essere praticato da chiunque. Tutti affrontano il problema della sofferenza. È una malattia universale che richiede un rimedio universale, non un rimedio settario. Quando si soffre a causa della rabbia, non si tratta di rabbia buddista, induista o cristiana: la rabbia è rabbia. E quando ci si agita a causa della collera, non è un’agitazione cristiana, induista o buddista. La malattia è universale. Anche il rimedio dev’essere universale.
La Vipassana è questo rimedio. Nessuno obietterà nei confronti di un codice di vita che rispetta la pace e l’armonia degli altri. Nessuno obietterà verso lo sviluppare il controllo della mente. Nessuno può avere obiezioni verso lo sviluppare la comprensione profonda della propria natura, una comprensione che permette di liberare la mente dalle negatività. Vipassana è una via universale.
Osservare la realtà così come è, osservando la verità al proprio interno: questo è conoscersi direttamente ed esperienzialmente. E a mano a mano che si pratica, ci si libera dalla miseria delle impurità mentali. Dalla verità grossolana, esteriore, apparente, si penetra fino alla verità ultima della mente e della materia. Poi la si trascende e si sperimenta una verità che sta oltre la mente e la materia, oltre il tempo e lo spazio, oltre il campo condizionato della relatività: la verità della totale liberazione da tutte le negatività, tutte le impurità, tutte le sofferenze. Non ha importanza che nome si dia a questa verità ultima: essa è la meta finale per tutti.
Che tutti voi possiate sperimentare questa verità ultima. Possano tutti liberarsi dalle loro impurità, dalla loro miseria. Possano godere della vera pace, della vera armonia, della vera felicità.
Che tutti gli esseri siano felici.gocce

Brano tratto dal sito http://www.atala.dhamma.org/pub/artevita.php

LE STAGIONI DEL FEMMINILE: ESSERE DONNA TRA CORPO,EMOZIONI E SIMBOLI.

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Come riuscire ad essere sempre me stessa pur essendo in perenne cambiamento?
Come riuscire a non perdere la mia vera natura nel susseguirsi degli anni e degli eventi?
L’incontro sarà un’integrazione di teoria e vissuti, una narrazione del cambiamento,
ma un cambiamento soprattutto sperimentato e da sperimentare,
attraverso il lavoro con l’archetipo, nel corpo e nella mente.
Uno spazio e un tempo in cui poter percepire il proprio essere e sentirsi donna e femmina,
tra intrecci emotivi e psichici, in un viaggio temporale che si pone l’obiettivo di favorire
la consapevolezza di sé nel corso dei cambiamenti.

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 Conduce l’intervento la Dr.ssa Martina Landucci

 Psicologa- Psicoterapeuta

SABATO 18 MAGGIO

dalle ore 18:00 alle 19:30

Presso il Centro Edelweiss – Piazza Palermo 5/35- Genova
L’incontro è GRATUITO.
È necessaria la prenotazione compila il form qui
Per ulteriori informazioni: info@mipgenova.itwww.mipgenova.itwww.psicologimip.it/genova

ANSIA E STRESS?! IO CAMBIO RITMO!

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A volte la vita ci appare piena di disagi insormontabili che si creano nell’ambiente di lavoro o in famiglia, generando spesso stati d’ansia, cattivo umore, insoddisfazione e stress che a lungo andare ci logorano fino a farci ammalare o soffrire del cosiddetto mal-essere.
Ogni giorno veniamo in contatto con fonti di stress e a lungo andare tensioni fisiche e psichiche possono creare irrigidimenti e blocchi che possono alterare la nostra struttura fisica e la  circolazione energetica.

Ansia e stress?

14287488-punti-interrogativi-sulla-lavagna-la-decisione-confusione-faq-o-altro-concetto-scrittura-a-mano-con-L’ansia è una emozione che ci anticipa un pericolo. Precursore della paura essa ci spinge a identificare la sorgente del potenziale pericolo al più presto per  fare in modo di affrontarlo nella maniera più adeguata (lotta o fuga).
L’ansia diventa un “problema” quando la fonte di tale emozione non è riconoscibile oppure è del tutto immotivata: in questi casi l’emozione permane per un periodo di tempo eccessivo andando ad influenzare i nostri normali funzionamenti. Così senza un apparente motivo non dormiamo la notte, soffriamo di tachicardia, etc.
Lo stress è una normale conseguenza dell’ansia: quando sono ansioso ogni evento che mi trovo a vivere viene percepito come “eccessivamente” difficile da affrontare, generando una reazione da stress.
Per stress si intende qui il personale modo di reagire e percepire quel complesso di fattori caratteristici della vita quotidiana che causano continua tensione e preoccupazione; una condizione fortemente soggettiva ed individuale che dipende dalla capacità di risposta del proprio organismo.
Ansia e stress vanno a braccetto, la riduzione dell’ansia riduce anche lo stress e viceversa.

Le varie sensazioni fisiche scatenate dal prolungato stato ansioso sono per lo più spiacevoli e generano sintomi altrettanto distonici:

  • sensazione di soffocamento
  • apprensione
  • preoccupazione
  • blocco del respiro e senso di oppressione nel petto
  • insonnia

Ansia e stress si presentano quando l’individuo sente che il proprio equilibrio è minacciato, che le sue risorse sono insufficienti e che non riesce ad adattarsi a una situazione.
L’ansia generalizzata è uno “stato di tensione” diffuso e persistente, caratterizzato da un malessere generale psicologico-corporeo perdurante anche per molto tempo.

I possibili sintomi dell’ansia generalizzata possono essere suddivisi su tre diversi livelli:

  1. Sintomi fisici: crampi allo stomaco, disturbi intestinali, respiro affannoso, tremori, giramenti di testa, tensioni e dolori muscolari, rossore del viso, stanchezza.
  2. Sintomi neurovegetativi: senso di soffocamento, fiato corto, palpitazioni e aumento del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa, sudorazione, mani fredde o sudate, modificazioni salivari, vertigini, nausea, diarrea, senso di sbandamento, vampate di calore o di freddo improvvisi, bisogno di urinare spesso, etc.
  3. Sintomi psichici: sensazione di apprensione, paura, rimuginazioni, inquietudine, irritabilità, difficoltà di concentrazione e di attenzione, pessimismo, sfiducia in se stessi e nelle proprie capacità, stato di preoccupazione continua ed ingiustificata, sensazione di pericolo, mente confusa, insonnia, reattività eccessiva al minimo stimolo.

Ansia, stress: gli effetti sul sistema nervoso autonomo

Il sistema nervoso umano è strettamente collegato con la psiche e le emozioni, ed è grazie a questo collegamento che l’ansia, oltre ai sintomi psicologici descritti, si esprima anche attraverso sintomi di tipo organico.
Il meccanismo in questione è piuttosto semplice: lo stimolo psichico genera un’emozione che va ad agire sul cervello che reagisce inviando ordini di vario genere al corpo: ad esempio un pensiero che genera paura implica spesso una reazione di “difesa”, l’ordine arriva al corpo, ai muscoli e ai nervi che generano un atteggiamento difensivo che implica contrazione, irrigidimento e chiusura.
Il sistema limbico influenza direttamente gli organi e ad ogni emozione corrisponde sia una reattività affettiva che una risposta prettamente organica mediata dal sistema nervoso autonomo.
Le emozioni quindi condizionano non solo i processi razionali, ma influenzano anche i sistemi neuroendocrino e immunitario che sono responsabili del nostro benessere.

Passare dal corpo per trovare una cura alternativa all’ansia

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Dite addio all’ansia e allo stress, alla sensazione di affaticamento e stanchezza e concedetevi finalmente il benessere psicofisico.
Quando un corpo è sano e vitale l’energia fluisce naturalmente, nutrendolo; le tensioni muscolari che si creano nel corpo in risposta all’accumulo di stress impediscono il fluire dell’energia in tutto l’organismo.
Quando si consente alla tensione muscolare di scaricarsi e quindi ai muscoli di rilassarsi, l’energia riprende a circolare liberamente rimettendovi in contatto con il corpo e le vostre emozioni.
La Biotransenergetica (BTE) attraverso un lavoro di percezione consapevole, decontrazione e contatto profondo, permette di riportare il corpo e la mente al loro stato naturale di equilibrio e salute. Ascoltando il corpo, riconoscendo le emozioni e lasciando sciogliere eventuali blocchi si riattiva il libero fluire del respiro, del movimento e dell’energia.