Mente e Corpo in movimento…

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Mente e Corpo in movimento…

In questi giorni diverse persone mi hanno chiesto come sia possibile cambiare le proprie abitudini mentali, il proprio modo di rispondere a determinati eventi. La comprensione razionale ha un ruolo importante nel processo, ma secondo me il percorso non può fermarsi a questo livello: bisogna sperimentare anche con il corpo quali sono le strutture cronicizzate che ci portano a comportarci nello stesso modo, nonostante, a volte, una grande forza di volontà di cambiare.

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Viviamo in una società e in un’epoca in cui la mente razionale occupa troppo spazio, a detrimento di corpo, emozioni e sensazioni. E’ il momento di scendere e di riappropriarci di ciò che è nostro! Lo scopo degli esercizi di Biotransenergetica è proprio far “scendere” l’attenzione dalla testa al corpo: troppo spesso viviamo nella mente, inconsapevoli del corpo, delle sue sensazioni, come scissi. Mediante movimenti che coinvolgono tutti i livelli del nostro essere possiamo ristabilire la circolazione energetico-emotiva che è rimasta bloccata dai conflitti non risolti della nostra storia, più o meno recente, che sono memorizzati dal nostro corpo sotto forma di tensioni e irrigidimenti muscolari.

Entrando in contatto con quelle rigidità che abitualmente evitiamo è possibile riportare in equilibrio le nostre risposte di adattamento a situazioni di forte stress, traumi o importanti cambiamenti.

Quali sono quei bisogni che non ho ascoltato e che, ancorati sia nel corpo che nella mente, contribuiscono a mantenere un atteggiamento mentale e fisico rigido?

L’atto di consapevolezza è il primo passo per la trasformazione: un processo che inizia liberando le energie bloccate che si manifestano sotto forma di ansie, paure, e depressione per avvicinarsi sempre di più al nostro Centro, alla nostra Vitalità, fluido vibrare di energia che sale dalle nostre radici profonde, dalla Terra.

Questa metodologia di lavoro coinvolge il corpo come fonte di importanti informazioni riguardanti la nostra storia psico-emotiva, con l’intento di ritrovare una maggiore consapevolezza del nostro organismo, inteso come insieme psico-fisico e spirituale.

Quale paura antica si nasconde dietro al malessere e all’angoscia attuale? In che modo un passato non risolto continua a influenzare in modo inconscio il nostro presente? Esistono eventi che ci risulta difficile comprendere, soprattutto a livello razionale, e poterne fare esperienza ad un livello più ampio, corporeo, energetico ed emotivo, ci consente di integrarli smettendo di rimanervi legati.

Negli anni ’30 Reich scopre che un conflitto infantile, non risolto, si organizza nel corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche che, impoverendo la vita emozionale, bloccano la spontaneità dell’essere. Negli anni ’50 Lowen fa evolvere la teoria e la pratica reichiana: il passato è strutturato nel corpo, un passato che si può leggere nel presente. Approfondisce ulteriormente il lavoro corporeo, intergrandolo con il lavoro analitico ed emozionale. Negli anni ’80 Lattuada integra la dimensione spirituale dell’umano: il corpo come mezzo per sperimentare livelli di coscienza più elevati, stati meditativi che diventano terapeutici al di là dell’intervento della mente razionale. L’utilizzo di archetipi come forze curative ed espressive che consentono di sperimentare in modo alternativo le emozioni e integrarle in una visione più ampia, una visione transpersonale. Allargare quindi i confini del nostro Io per ritrovare aspetti di noi che abbiamo nascosto per bisogno di sopravvivenza: disidentificarci da limiti imposti e trovare una più ampia dimensione del Sè organismico.

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Tramite una serie di esercizi psico-corporei, la persona può prendere contatto con lo stato attuale del proprio essere, fatto di sensazioni, emozioni e conflitti interiori nel qui ed ora e osservare come gli eventi importanti del quotidiano trovano la loro sorgente nella storia passata di ognuno.

Come si mette in scena questo conflitto? Nel mio presente quotidiano e nel qui ed ora del movimento? Un costante andare e venire tra sensazioni fisiche, emozioni e pensieri che mettono in luce la rete di connessioni tra un’emozione non assimilata e quindi cristallizzata, il corpo, la mente e l’anima.

Il rilascio di tensioni corporee avviene attraverso esercizi mirati e una importante fase finale di rilassamento. Per ammorbidire una tensione con la quale sono entrato in contatto utilizzo il movimento e il respiro: rilassando dei gruppi di muscoli, mantenendo posizioni strutturate e enfatizzando l’espressione sonora delle emozioni.

Rendersi conto di questo incessante fluire di sensazioni, emozioni e pensieri facilita la consapevolezza della Presenza nel qui ed ora: Io sono. 

Qualunque cosa succeda a livello del corpo, delle emozioni e della mente viene visto, compreso e accettato per poi poter essere lasciato andare. La possibilità di ri-sperimentare determinate situazioni su tutti i livelli, con una maggiore chiarezza e lucidità creata dalla pratica, consente di mettere in scena e ri-vivere situazioni: l’accettazione del passato senza restarne bloccati ci mostra come possiamo rispondere in modo più funzionale e adattivo alle situazioni.

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