Archivio mensile:marzo 2017

Meditazioni della vita quotidiana

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Meditazioni della vita quotidiana

La meditazione non dovrebbe essere relegata ad un tempo circoscritto della giornata. Per quanto sia importante il rituale della preparazione del proprio tempio interiore che facilita l’accesso al mood giusto per entrare in uno stato meditativo, credo sia davvero importante rendere pregno ogni nostro attimo di quotidianità di questo stato.
Ovviamente saremo invasi dagli stimoli esterni che vengono a bussare in modo più o meno insistente alla nostra percezione, ma può rimanere nostro intento concentrarci sulla presenza mentale del qui ed ora, in ogni singola azione che stiamo facendo.
Già aprendo gli occhi al mattino può essere davvero utile riportare la mente viaggiatrice del tempo (in avanti con l’ansia e indietro con le nostalgie) in contatto con il presente. Un presente che può anche essere caratterizzato da uno stato che non ci piace, come un intorpidimento classico del passaggio dallo stato di sonno a quello di veglia.
Stare e concedersi questo stato, dargli il tempo di svanire lentamente senza imporci ritmi non nostri. Lasciare da parte il senso del dovere e il giudizio sull’umore di quel momento, che spesso giudichiamo non adeguato, (chi ci ha poi detto che per avere una buona giornata ci si debba alzare felici e pimpanti?!) e semplicemente stare in contatto con ciò che proviamo nel qui ed ora. Non provare a lottare, cambiare, mandare via, variare…semplicemente stare.
Non è per nulla facile astenersi dal cercare di cambiare…ce lo hanno insegnato sin da piccoli e quindi sarebbe sbagliato da parte mia dirvi che è semplice, sbagliato per voi pretendere da voi stessi di riuscirvi in un attimo…. ciò non significa però che sia impossibile.
Anzi, il meccanismo è davvero semplice: accettare le emozioni, le sensazioni del corpo e lasciarsi 20170322_174439attraversare da esse senza darvi eccessiva importanza, senza dar loro un valore, un giudizio (“se mi sono svegliato con poca energia, allora oggi sarà una giornata difficile”).
Proseguo quindi la mia fase del risveglio senza alimentare una mente che vorrebbe viaggiare in avanti e indietro, portando invece tutta la mia attenzione ai gesti semplici… carico la moka con il caffè macinato, accendo il fuoco, aspetto che l’acqua cominci a bollire e il caffè riempia la caffettiera invadendo la cucina col suo odore. Nel frattempo assaporo un biscotto intriso nel latte.
Tutto il mio essere è lì, seduto al tavolo, davanti al caffè. Integrità e integrazione di tutti i livelli.
Sorseggio il caffè, mi gusto le sfumature del suo sapore, sento il calore nella bocca e nella gola. La mente resta calma… e se lei dovesse comunque fare i suoi viaggi, se la dovessi ritrovare vagante negli impegni che mi attendono in ufficio, la riporto gentilmente alla stazione di partenza…posso chiederle di aspettarmi, partiremo insieme più tardi, quando sarà ora.

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