Il Rebirthing: una tecnica per superare gli attacchi di panico

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Il Rebirthing: una tecnica per superare gli attacchi di panico

Il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) è una patologia molto diffusa nel nostro secolo: solo in Italia soffrono di panico almeno 7 milioni di persone.

L’attacco di panico è improvviso e spontaneo, può colpire chiunque senza distinzione e può durare dai 5 ai 30 minuti,  provocando una serie di sintomi che variano da individuo a individuo. La componente che maggiormente caratterizza il disturbo di panico è senza dubbio la paura del prossimo attacco: una sola crisi può bastare a far nascere il timore che essa possa ripetersi, portando ad un’ansia anticipatoria: “ paura di aver paura”. Sorge un’inconscia paura di respirare liberamente, il soggetto teme di perdere il controllo se si lascia andare a ciò che emerge da dentro.

Il DAP è quindi sempre caratterizzato da un’intensa paura che porta ad un senso di disorientamento, timore di soffocare, di perdere il controllo, di impazzire, di morire.

Un attacco di panico esplode senza avvisaglie, esprimendosi con una paura travolgente che si manifesta senza alcuna ragione apparente.

Un attacco di panico si contraddistingue dalle seguenti condizioni:

  • Capita improvvisamente, senza preavviso e senza controllo possibile.
  • La paura è esagerata, se non addirittura totalmente indipendente, rispetto alla situazione.
  • Dura da pochi minuti a mezz’ora circa e vi possono essere attacchi di panico ripetuti di continuo per ore.

Un attacco di panico non è pericoloso, ma può essere terrificante, soprattutto perché si sente di perdere completamente il controllo.

La paura può dar luogo a una serie di fobie che determinano delle limitazioni alla vita personale e sociale e gli effetti possono variare dal deterioramento delle relazioni sociali all’incapacità completa di affrontare il mondo esterno.

IL REBIRTHING

Filippo Falzoni Gallerani ha sviluppato in Italia la scuola di Rebirthing Transpersonale. Egli sostiene la presenza di una importante relazione tra le alterazioni del respiro e gli attacchi di panico e da anni afferma l’efficacia di questa tecnica a mediazione del respiro. Le tensioni emotive, lo stress ed i traumi possono bloccare il nostro corpo, lasciarvi un segno importante, che va a inficiare il corretto e libero fluire del respiro e la circolazione dell’ossigeno: il Rebirthing insegna a respirare meglio. Il terapeuta invita la persona sdraiata a portare l’attenzione al respiro e a fare inspirazioni ed espirazione profonde per raggiungere una respirazione di tipo circolare. Spingendo l’aria nell’addome si facilita lo sblocco del diaframma, il più importante muscolo della respirazione, e si instaura un ritmo ampio, libero e costante. Il respiro circolare trova con naturalezza il suo ritmo, portando la persona in contatto profondo con l’onda respiratoria, facendo emergere emozioni, sensazioni e ricordi.

REBIRTHING E ATTACCHI DI PANICO

Il dott. Falzoni sottolinea il rapporto esistente fra la crisi di panico e gli squilibri associati alla respirazione (l’articolo sul sito www.rebirthing-italia.com)

Attraverso il Rebirthing c’è la possibilità di lavorare sia sul respiro, entrando in contatto col blocco e ristabilendo il corretto fluire, sia sulla causa primaria del problema, operando per sbloccare emozioni o traumi repressi, rimasti ancorati nel corpo.

Con il metodo del Rebirthing si può rapidamente ristabilire in modo duraturo l’equilibrio, sciogliendo i blocchi bioenergetici, cause dell’ipoventilazione, ed elaborando le emozioni represse. Durante la seduta di Rebirthing il paziente ha la possibilità di rivivere in un contesto particolarmente protetto i propri sintomi arrivando così a riconoscere che il respiro non è pericoloso, ma che può rappresentare la cura. Sperimentando il respiro circolare, il paziente comprende la natura delle sensazioni vissute, ne percepisce la naturalezza liberandosi dall’ansia di morte o di panico. Il sintomo cambia aspetto, anzi possiamo dire che cambia lo sguardo col quale il soggetto guarda al proprio sintomo: non è più una malattia, magari mentale, ma diviene un’espressione di disagio dell’anima, che attende di essere liberata da vecchi traumi e da blocchi difensivi.

Entrare coscientemente in contatto con le proprie sensazioni fisiche, i blocchi della corazza muscolare e le proprie emozioni, con l’aiuto della constante presenza di un esperto, consente al soggetto di prendere coscienza che ciò che lo spaventa, le sue dinamiche fisiche e psicologiche, possono essere vissute in tranquillità, affrontate con quiete e comprese nella loro vera natura.

Questo nuovo modo di sperimentare sia le reazioni corporee che l’insorgere delle emozioni e dei ricordi, spesso traumatici, dimostra alla persona l’esistenza di un modo “altro”, diverso, di rispondere ai sintomo, di rapportarsi con i vissuti consci ed inconsci e conduce ad una riorganizzazione maggiormente armonica della personalità. Questo nuovo modo di vivere è caratterizzato da un maggior contatto tra psiche e corpo, un maggior equilibrio che passa inevitabilmente attraverso la conoscenza del proprio corpo, ma anche del proprio Sé profondo.

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